Conoscete Eric Kandel? Immaginatevi uno scienziato simpatico, simpaticissimo (difficile?), un americano orgoglioso delle sue radici austriache – ma che non lascerebbe mai la terra che gli ha letteralmente dato una seconda vita, nonché un irrinunciabile senso di libertà – un Premio Nobel che è anche un adorabile vecchio prof, un neuroscienziato che ha iniziato la sua formazione studiando prima storia, poi psicologia, ma che si è poi ritrovato a compiere alcuni degli esperimenti che han fatto la storia della neurobiologia. Uno che ha iniziato a studiare il cervello, negli anni ’50, allo scopo di “scoprire la collocazione anatomica di Es, Io e Super-Io” e si è ritrovato, alcuni decenni dopo, a illustrare al mondo i meccanismi molecolari alla base della memoria. Uno che oggi viene intervistato per sapere cosa succederà, nei prossimi anni, nella neurobiologia – e che, nonostante l’età, continua a dire cose molto rivoluzionarie. Immaginatevi che questo incredibile scienziato sia anche un appassionato di musica e di arte, addirittura un collezionista. Ma che, nonostante tutto, a 85 anni suonati, non abbia nessuna intenzione di abbandonare la direzione del suo gruppo di ricerca alla Columbia University (pur non disdegnando, d’altra parte, di partecipare a programmi televisivi di divulgazione). Immaginatevi tutto questo: non stenterete a credere che quello di cui stiamo parlando sia uno scienziato unico nel suo genere… non un super-tecnico, ma un vero intellettuale della scienza. Una rarità.
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